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18 lug 2011

Il Cancro è la conseguenza delle nostre scelte alimentari


National Cancer Institute

Il cancro è la malattia più diffusa nelle società ricche dopo le malattie cardiovascolari; è responsabile in Italia di oltre il 25% delle morti, la metà delle quali è causata da tumore della mammella, del colon, della prostata e del polmone.

Secondo il National Cancer Institute (USA), l'80% di tutte le forme tumorali sono dovute a fattori ben identificabili e come tali sono potenzialmente prevenibili. Per i tumori più diffusi è stato accertato un forte legame con il tipo di alimentazione.

In una analisi aggiornata basata su recenti e crescenti evidenze epidemiologiche, il prof. Willett stima che in media circa il 32% dei tumori riconosca una causa alimentare.

Nel caso dei tumori più diffusi, le percentuali risultano ben superiori: prostata: 75%; colon-retto: 70%; mammella: 50%; pancreas: 50%.


Linee guida prevenzione tumori

Le Linee Guida per la prevenzione dei Tumori degli USA, redatte dal World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research nel 1997 indicano l'aderenza ad una dieta ricca di fibre e povera di grassi, che includa vari tipi di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, come migliore strategia per la prevenzione del cancro. Riguardo alla carne sanciscono espressamente espressamente:
  • Carne: se assunta, limitare il consumo di carne rossa a meno di 80 gr. al dì. E' preferibile l'assunzione di pesce, pollame ed altra carne.
  • Grassi ed olii totali: limitare il consumo di cibi grassi, particolarmente quelli di origine animale (derivati dalla carne, latte ed uova, NdR)
  • Sale: limitare il consumo di cibi salati e l'uso di sale per cucinare ed in tavola (i cibi animali conservati, es. gli insaccati, contengono elevate quantità di sale, NdR).
  • Preparazione di cibi: consumare solo occasionalmente carne e pesce alla griglia e carni affumicate.

Contaminanti


La carne può contenere sostanze mutagene che possono contaminare il cibo nel corso di tutti gli stadi del processo di produzione: sono essenzialmente pesticidi, additivi, o materiali utilizzati nel corso del confezionamento.


La cottura degli alimenti aggrava la situazione

Le carni cotte con metodi domestici ad elevate temperature (carne, pollame e pesce) possono produrre delle sostanze genotossiche, denominate amine eterocicliche (HAAs); queste sostanze sono responsabili della formazione di DNA-adducts, che sono stati associati con un aumentato rischio di tumori del colon, del pancreas, della mammella, della prostata e delle vie urinarie.

Si tratta di composti i cui metaboliti si accumulano in diversi tessuti dell'organismo, ritrovandosi anche nel latte e nelle urine, e che agiscono come carcinogeni a più livelli, interagendo con meccanismi ancora controversi con i fattori genetici.

Alcuni macronutrienti contenuti nella carne sono riconosciuti fattori di rischio per il cancro.


Grassi animali

Una delle associazioni più studiate in epidemiologia è quella tra grassi nella dieta e cancro, particolarmente tra grassi di origine animale, derivati da carne e latticini, e cancro della mammella in epoca post-menopausale.

Sono inoltre state descritte associazioni con il cancro della mammella in epoca premenopausale, del colon, della prostata, dell'ovaio, dell'endometrio, del pancreas.

Studi sui flussi migratori, studi di popolazione e dati sull'animale supportano un effetto carcinogeno dei grassi della dieta. Nel 1997, il World Cancer Research Found e l'American Institute for Cancer Research concludevano che "Le diete ad elevato contenuto di grassi saturi possono aumentare il rischio di k mammario.

Le diete ad elevato contenuto di grassi vegetali o polinsaturi non appaiono influenzare questo rischio... e le diete ricche in acidi grassi monoinsaturi non hanno alcuna relazione con il rischio di k mammario" e sulla base di queste osservazioni redigevano le Linee Guida già citate.

Tuttavia gli studi più recenti, soprattutto longitudinali, non sono tutti concordi sull'esistenza di un'associazione tra grassi della dieta (totali e saturi) e cancro in varie sedi. Recentemente è stata proposta l'ipotesi che problemi di tipo metodologico (soprattutto i questionari di autovalutazione della dieta) non siano adeguati per permettere di evidenziare questa correlazione.


Proteine

Esistono pochi studi che indentificano un ruolo delle Proteine (animali) sul rischio di cancro di mammella, rene, laringe, colon distinto da quello dell'assunzione di carne. L'effetto favorente la carcinogenesi sarebbe mediato da un'alterazione dell'asse IGF (Insulin-like Growth Factor, un potente fattore carcinogeno prodotto dall'organismo).

Per il solo cancro del colon, la trasformazione ad opera dei batteri intestinali delle proteine della dieta in vari composti (ammonio, fenoli, indoli, amine) ad effetto genotossico, potrebbe costituire un ulteriore fattore di rischio.

In volontari sani, l'assunzione di carne in dosi crescenti ha comportato la produzione di composti azotati in quantità anch'essa crescente, oltre ad un rallentamento del transito intestinale con conseguente prolungata esposizione della mucosa intestinale a queste sostanze tossiche.


Sale

Un eccesso di sale nella dieta e di cibi conservati con sale è associato con il cancro dello stomaco. Le diete ad elevato contenuto di sale potrebbero aumentare l'effetto carcinogeno dell'infezione da HP.


Per concludere, evitare la carne e aumentare il consumo di vegetali

La carne è inoltre parzialmente o totalmente priva di tutte quelle sostanze a riconosciuto effetto protettivo nei confronti del cancro (Vitamina A, C, E, folati, sostanze fitochimiche), e che sono contenute nei cibi di origine vegetale. Incentivare -anziché limitare- il consumo di carne significa penalizzare l'assunzione di cibi vegetali ricchi di queste sostanze protettive, al punto che secondo alcuni Autori il cancro deriverebbe proprio dalla carenza nell'alimentazione di queste sostanze, metabolicamente necessarie e quindi da considerare come "nutrienti essenziali".

Dr.ssa Luciana Baroni, spec. in neurologia, geriatria e gerontologia.
Dirigente Medico
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