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22 nov 2011

perchè lo zucchero è un veleno?



Lo zucchero raffinato è un veleno

Tanti sanno che lo zucchero è un veleno, una droga che devasta la salute, turba la mente e le emozioni e ha costi inestimabile per la società.
Altri sanno che lo zucchero “fa male” ma lo considerano una sostanza con conseguenze minime per rapporto al piacere che da, semmai è una delle cause delle carie dentali e contribuisce ad un eccesso di peso.

Il fatto sta che lo zucchero dilaga nel nostro cibo e il consumo è in costante aumento anche in paesi dove è già incredibilmente alto. Partiamo esplorando come un veleno sia potuto entrare nella nostra dieta in piccole quantità per poi crescere come un virus al punto tale che è diventato l’alimento principale nella dieta degli Italiani e nel mondo intero. Oggi l’Italiano medio consuma più chilogrammi di zucchero in un anno che non chilogrammi di pasta (qualcosa come 30 di zucchero e 22 di pasta) facendo sì che lo zucchero sia la fonte maggiore di carboidrati in Italia; come è potuto accadere?


La mia risposta potrebbe sorprendervi, almeno quello che considero come la causa principale. Prima di poter proporre quello che credo siano le cause, dobbiamo capire cosa sono “gli zuccheri” in generale.

La terminologia che esiste intorno allo zucchero rappresenta un campo minato per chi cerca spiegazioni semplici e chiare quindi dobbiamo andare passo a passo e con calma per evitare confusione e incomprensione.
Partendo proprio dall’inizio troviamo “la scoperta” delle sostanze nutritive, principalmente i carboidrati, i grassi e le proteine ma anche vitamine, sali minerali e oligo-elementi.

Tra queste sostanze che sono i pezzi del nostro cibo, le molecole che troviamo scorporando gli alimenti, i carboidrati (spesso definiti anche come gli zuccheri) sono le sostanze di cui abbiamo più bisogno, e di gran lunga, circa il 60% del nostro cibo dovrebbe essere composto da carboidrati.

Il primo cibo che mangiamo è dolce e per tutta la vita ricerchiamo questo sapore è il più importante. Per semplificare un discorso potenzialmente complicato dividiamo i carboidrati in due gruppi, quelli semplici e quelli complessi.

Quelli semplici sono formati da una molecola o due mentre quelli complessi sono formati da catene più o meno lunghe. Le molecole di base, “i mattoncini” che formano questi carboidrati, si chiamano monosaccaridi e hanno un forma esagonale. Il nostro corpo ha bisogno di una forma di zucchero semplice che si chiama glucosio, è la nostra benzina di base ed è l’unica fonte di energia per la nostra mente. Se comincia a scarseggiare (se il livello di glucosio nel sangue scende) la nostra attenzione scende insieme al nostro umore e vitalità in generale.

Qualsiasi forma di carboidrati che consumiamo viene trasformato in glucosio attraverso la digestione. A questo punto vi posso rivelare perché un veleno è diventato la base della nostra dieta. La mia opinione è che la scienza ufficiale della nutrizione sia la causa numero uno.

Spero che questa mia opinione vi sorprenda, spero che vi sciocchi, spero soprattutto che vi faccia leggere con attenzione per capire i motivi per cui lo penso. Lo penso perché non si può capire il nostro cibo focalizzandosi sui pezzi, al massimo puoi avere una visione “spezzata” o parziale.

Per avere una visione del cibo completa, dobbiamo vedere gli alimenti completi. La scienza, focalizzandosi sui pezzi ci permette e ci incoraggia a valutare i componenti isolati l’uno dall’altro e cosi facendo ci permette di considerare una polvere bianca, fatta in laboratorio come se fosse un alimento. La mia domanda è: Quale cibo rappresenta lo zucchero? È un cereale, un tubero, una verdura, un frutto, un seme, una radice, una foglia o è carne, uova formaggio ecc.?


Lo zucchero non è un cibo
                       
Non è cibo, è un polvere bianca che viene raffinata da diverse fonti in laboratorio utilizzando sostanze chimiche pesanti e processi complicati per estrarlo. Lo zucchero bianco ha molto più in comune con un farmaco o la droga spacciata per strada che non un alimento, e vi ricordo che è l’alimento (non alimento) che domina nella dieta moderna. Praticamente ci stiamo n u t r e n d o di un farmaco, una droga che la scienza ci spaccia per alimento.

Adesso spero che siate veramente scioccati. Ancora peggio è che il consumo di questa sostanza è in costante aumento. Viene proposto soprattutto ai bambini e chi lo propone si vanta di avere zucchero puro nel proprio prodotto, come un spacciatore autorizzato a pubblicizzare e promuovere la droga ai bambini.

Faccio notare che lo zucchero è privo di proteine, privo di grassi, privo di vitamine o sali minerali, privo di fibre e privo di qualsiasi sostanza se non 100% saccarosio. È anche interessante sapere che fino a poco tempo fa era inesistente in Italia. Poco più di un secolo fa il consumo per la maggiore parte delle persone era vicino allo zero.

Che effetti ha lo zucchero nel corpo? Dal punto di vista biochimico lo zucchero ha effetti che possono essere divisi in tre categorie:

1. Effetto sulla glicemia.
2. Effetti sul pH del corpo.
3. Effetti legati a carenze create da questa sostanza. 


La glicemia 

È già stato spiegato che il glucosio è la benzina principale del nostro corpo ed è l’unica benzina per il sistema nervoso e la mente. Per garantire un fornitura costante ed equilibrata la natura ha previsto un sistema ormonale che monitorizza e aggiusta continuamente la concentrazione di glucosio nel sangue.

Lo zucchero e gli zuccheri semplici ricchi di glucosio innalzano bruscamente la glicemia creando sbalzi d’umore e forti cali della glicemia come reazione. I cali di glicemia creano un senso di stanchezza, malumore e fame nervosa – sintomi che vanno aumentando durante la giornata e arrivano ad un fastidio massimo al tardo  pomeriggio.

Questi cali possono portare anche alla tendenza ad immagazzinare il glucosio del sangue e porta alla formazione di grassi e problemi di peso. L’armonia che esiste nella glicemia è il fattore più importante nel nostro senso di benessere momento per momento durante il giorno.

Quando la glicemia va su e giù abbiamo forti sbalzi d’umore con la tendenza ad esagerare e caricare ogni situazione con emotività eccessiva, e un senso d’ansia.

Forse la conseguenza peggiore del calo di glicemia che segue l’innalzo dopo aver assunto lo zucchero è la voglia di mangiare lo zucchero ancora, creando un circolo vizioso; proprio come qualsiasi droga.

Il pH del sangue Il nostro corpo cerca sempre di mantenere una condizione leggermente alcalina, si tratta di un aspetto del nostro metabolismo che ci permette di resistere meglio alle infezioni e parassiti.

Lo zucchero è una forma di carboidrato super concentrato che arriva nello stomaco e  crea una secrezione sovrabbondante di acidità (lo stomaco produce succhi acidi) che in seguito il corpo deve neutralizzare. Lo zucchero entra poi nel sangue molto velocemente e oltre ad innalzare la glicemia, crea acidità.

Normalmente il glucosio entra nel sangue in modo lento e armonioso se stiamo mangiando alimenti completi con carboidrati complessi, e ancora di più se sono integrali, ed è facile per il corpo gestire gli alti e bassi della glicemia perché non ci sono picchi con conseguenti cali altrettanto bassi ma solo leggeri innalzamenti con leggeri abbassamenti.

Questa gestione armoniosa non disturba il pH mentre più la glicemia va su e giù, e più c’è la tendenza verso l’acidità. Carenze create dallo zucchero per assimilare i monosaccaridi nell’intestino tenue il corpo ha bisogno del supporto di sali minerali e vitamine.

In un alimento completo questi sali e le vitamine sono già presenti e il processo non crea problemi, ma quando si consuma una sostanza chimica come lo zucchero (o altri tipi di zuccheri semplici senza sali e vitamine come il fruttosio) queste sostanze nutritive vengono “rubate” dal corpo creando una perdita di vitamine del gruppo B e di magnesio, entrambe sostanze che sono essenziali per fissare il calcio.


Quindi lo zucchero ci fa perdere vitamine e sali minerali e fa si che non siamo in grado di utilizzare il calcio che consumiamo in modo completo creando disturbi alle ossa, ai denti e al sistema immunitario. 

Nella scienza della nutrizione quando un alimento contiene la giusta quantità di sali e vitamine viene definito “protetto” mentre in alimenti (non-alimenti) come lo zucchero, la definizione è “non protetto”, vale a dire che consumandolo, siamo a rischio. L’acidità che crea lo zucchero (e altri zuccheri semplici) deve essere neutralizzata nel nostro corpo, un processo che coinvolge i reni con conseguente perdita di altri sali minerali in particolare il calcio.

Possiamo vedere dal punto di vista biochimico quanto lo zucchero devasta il corpo, predisponendo a malattie, osteoporosi e l’indebolimento dei reni e del sistema nervoso (che è costruito da una concentrazione di sali minerali e ha bisogno di un abbondanza di sali e vitamine nel corpo per funzionare bene). Un consumo lungo una vita, è uno dei fattori principali nello sviluppo del Morbo di Alzheimer.

Gli effetti dello zucchero dal punto di vista “Energetico” Il punto di vista energetico viene da sistemi tradizionali in varie culture, possiamo citare in modo particolare l’Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese, ma ce ne sono tanti altri.

L’effetto energetico dello zucchero è di disperdere e indebolire. Possiamo già vedere la dispersione dei sali minerali discussa prima ma si va oltre creando una dispersione nel comportamento, nella memoria (vedi Alzheimer e la tendenza a perdere la memoria in generale) e nei tessuti in generale. Qualsiasi perdita di forma può essere causata dallo zucchero, problemi come prolassi, ernie, emorroidi, vene varicose e tanti altri.

La perdita di forza vitale e la dispersione di energia nel sistema immunitario è particolarmente evidente nelle allergie. Man mano che il consumo dello zucchero è aumentato nella società si è vista un’incidenza sempre maggiore delle allergie. Possiamo parlare di diabete, di malattie autoimmuni, di malattie degenerative

e tanti altri problemi che sono in costante aumento malgrado i passi avanti fatti dalla medicina e nell’igiene in generale. Questo veleno, che si è diffuso in silenzio giorno per giorno nella nostra dieta, si fa sentire in modo sempre più pesante.

Gli effetti psicologici dello zucchero e la dispersione che vediamo nel corpo dovuta allo zucchero possiamo riscontrarla anche nel comportamento e nelle emozioni. Uno tende ad avere meno chiarezza mentale, meno il senso di scopo e direzione nella vita e gradualmente una sensazione di povertà interiore, di mancanza con conseguenti atteggiamenti da vittima o da perdente.

Nei bambini lo zucchero prima scatta come iperattività per poi manifestarsi con pianti e lamentele. Lo zucchero toglie gradualmente il senso d’avventura e coraggio con la quale viviamo e può portare alla depressione (la seconda causa di morte tra gli adolescenti è il suicidio).

Se volete provare in prima persona questi effetti, consumate un bel pò di zucchero per tre giorni di fila, mangiando tanto gelato, cioccolata, bevande zuccherate ed altro.
Vi troverete con bruciore allo stomaco, cali di energia improvvisi e un senso di malessere diffuso, se non depressione. Per fortuna potete riprendervi in pochi giorni ed è probabile che non ricorderete del tutto il malessere (lo zucchero fa perdere la memoria).

A questo punto non mi stupirei se la maggiore parte dei lettori non fossero depressi anche senza aver mangiato lo zucchero, la situazione non promette bene per la nostra società.
Anche nel mondo “naturale” ci sono delle truffe e trappole alimentati con dolci di tutti tipi, dovete sapere esattamente quello che volete e quello che non volete e perché.

Per capire il perché e la qualità di un dolce o dolcificante ci sono due modi abbastanza semplici.

1. Quanto è dolce

2. Quanti zuccheri semplici contiene

Quanto è dolce

Il sapore dolce ha un effetto nel corpo, nell’ayurveda l’effetto viene chiamo kapha e contribuisce al ristagno dell’energia e al rallentamento del metabolismo.

Nella Medicina Tradizionale Cinese il sapore dolce troppo forte tende a sopprimere l’energia dei reni e disturbare il pensiero e la memoria.

Questi effetti non possono essere misurati e quindi non fanno parte di una visione scientifica, ma sono riconosciuti da oltre 4 mila anni e possiamo verificarli ancora oggi.

Questi effetti vengono prodotti anche da dolcificanti artificiali. 
Articolo tratto da www.lasanagola.com


Aggiungo in conclusione, che soltanto la frutta fresca può soddisfare la voglia di “dolce” senza controindicazioni (sempre se mangiata prima o preferibilmente lontano dai pasti!), ma anzi nutrendo il nostro corpo nel miglio modo possibile.
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