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20 mag 2015

CIBI ALCALINI E CIBI ACIDI






PH

Cibi alcalini e cibi acidi

L’importanza degli alimenti alcalinizzanti per una dieta alcalinizzante.


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GLI OPPOSTI



Da millenni si conosce che la Vita è assicurata dall’equilibrio degli opposti, come yin e yang, positivo e negativo, giorno e notte, simpatico e parasimpatico, acido e alcalino, ossidato e ridotto, pH acido e pH basico, alimenti acidi e alimenti alcalini.

Ciascun opposto non può esistere senza l’altro.
Devi sapere che nel nostro organismo è molto importante l’equilibrio acido-alcalino.


L’ALIMENTAZIONE INFLUISCE SUL PH DELLE URINE E SUL PH DEL SANGUE

Per misurare l’acidità o la basicità di un liquido si utilizza la scala pH (potenziale idrogeno), che riflette la concentrazione degli ioni idrogeno (molecole caricate positivamente) in qualunque sostanza o soluzione; secondo tale scala il pH neutro è 7, quello acido inferiore a 7, quello alcalino superiore.

I cibi saturi di elettroni o ioni idrossido, OH¯, sono alcalini, mentre quelli saturi di ioni idrogeno, protoni o H+, sono acidi.

I cibi alcalini sono pieni di elettroni, cioè di energia elettrochimica, che è l’energia con cui il corpo funziona.
Questi alimenti alcalinizzanti forniscono al corpo energia per mezzo degli elettroni mentre i cibi acidi lo privano di energia elettrochimica.

Questo succede anche nelle batterie: quelle alcaline nuove sono piene di energia, in quanto sature di elettroni, mentre le batterie esauste sono state svuotate di elettroni e sono acide, cioè sature di protoni.



Il pH del nostro sangue è 7,365, leggermente alcalino, con un range molto ristretto, che va da 7,35 a 7,45; questo valore ottimale viene mantenuto grazie a sistemi tampone che l’organismo possiede per bilanciare gli alimenti e le bevande acidificanti che introduciamo per nutrirci.

Questi sistemi tampone, specie negli adulti e anziani, non sempre riescono a neutralizzare il surplus di acidità, per cui i residui acidi, se non eliminati, provocano uno stato del terreno biologico che prende il nome di acidosi.

Se il pH del sangue va sotto 6,8 e sopra 7,8 le cellule non funzionano più e la persona muore.


La situazione di acidosi è la causa principale o la concausa aggravante del 90% di tutte le malattie.

E’ stato scientificamente dimostrato che le malattie non hanno possibilità di svilupparsi in un ambiente alcalino, mentre prosperano in un terreno acido.

Questo favorisce lo sviluppo delle cellule tumorali e aumenta il livello di stanchezza cronica.

Valori più bassi di 7, infatti, innescano meccanismi drammatici, come l’infarto e l’arresto cardiaco; valori alcalini al di sopra del range, invece, portano a convulsioni e crisi tetaniche, quando cioè, le strie muscolari cominciano a contrarsi disordinatamente e in opposizione le une con le altre, causando paralisi e dolore acutissimo. Nel caso estremo ciò comporta il blocco respiratorio e la conseguente morte per asfissia.

L’organismo umano combatte una continua battaglia per tenere il pH nei limiti stabiliti, attraverso meccanismi a livello cellulare, polmonare e renale, senza contare l’eliminazione attraverso la cute.

Il pH dell’urina ha un range più ampio, varia infatti, tra 4, nelle persone ammalate, a 8 nei neonati. Quest’ultimo valore è molto interessante, poiché rappresenta sicuramente l’optimum di una salute ferrea che probabilmente non saremo più in grado di raggiungere. Per nove mesi, infatti, il neonato vive immerso nel liquido amniotico, che ha, nelle madri sane, un pH decisamente basico, pari, appunto, a circa 8,1, cosa che ci dà una chiara indicazione del grado di perfezione di tale valore, considerata l’importanza per la natura del perfetto sviluppo e della totale protezione che deve avere il futuro nascituro nel grembo materno.

L’acidosi è determinata da diversi fattori, come una dieta basata su alimenti acidificanti, cioè fatta da proteine animali o da cereali come frumento o riso (infatti l’unico cereale leggermente alcalinizzante è il miglio), dagli stress emozionali, da una carente espulsione di acidi dagli organi emuntori (che sono: reni, pelle, polmoni e intestino), dalla mancanza di un adeguato esercizio fisico che fornirebbe l’ossigeno di cui hanno bisogno le nostre cellule e da un’insufficiente assunzione di acqua, che limita fortemente la capacità espulsiva dei reni.
Quando parlo di acqua intendo acqua biologica organicata, cioè quella che troviamo solo in frutta e verdura fresca  (solo se crude). In mancanza d’acqua organicata va bene bere anche la classica acqua potabile, ma non è la stessa cosa.

L’acidità rende putridi i nostri corpi, decompone le nostre cellule, tanto è vero che il bambino nasce alcalino, mentre l’anziano muore acido.


INIZIAMO AD ESSERE ACIDI SIN DA PICCOLI 





Già durante lo svezzamento i bambini a causa di alimenti acidificanti creano depositi di acidi nel corpo.
Con gli acidi alimentari e metabolici, che conducono alla trasformazione e alla proliferazione dei microrganismi nei corpi viventi, questo processo è messo in moto prematuramente.

La verità che ci è stata tenuta nascosta è che i sintomi sono solo i segnali di una iperacidità, e ogni malattia è una condizione di acidità generale e di fondo.

Se alcuni germi sono coinvolti, essi sono solo testimoni di questa condizione acida, perché quelli che invadono il corpo dall’esterno possono solo contribuire ad uno stato di squilibrio che viene determinato in modo primario dai germi presenti già nel nostro corpo, che si trovano nel connettivo o tessuto intercellulare.

I germi esterni possono stimolare solo sintomi secondari, mentre quelli interni sono solo l’espressione della condizione di fondo che provoca le malattie, cioè l’iperacidità e la conseguente proliferazione eccessiva ed evolutiva di microrganismi.

Il dott. Robert Young, uno dei massimi esperti al mondo sui temi del pH alcalino, afferma che esiste una sola malattia, e si chiama Acidosi; i 40000 nomi per le cosiddette malattie sono semplicemente una collezione di sintomi, che rappresentano le modalità creative ed intelligenti dell’organismo per tenere l’acido concentrato in alcune aree del corpo meno vitali, lontano dal sangue.

Se tutto questo acido raggiungesse direttamente il sangue, potremmo morire in poche ore!

Ecco i sintomi legati all’iperacidità: sovrappeso, allergie, intolleranze alimentari, stanchezza, vertigini, confusione mentale, disturbi dell’umore, diabete, ipercolesterolemia, osteoporosi, calcoli renali e biliari, impotenza, infertilità, disturbi mestruali, asma, bronchiti, dermatiti e tumori.


LE CAUSE DI ACIDOSI

√ insufficiente apporto di acqua

√ insufficiente apporti di nutrienti alcalinizzanti (frutta e verdura cruda)

√ eccesso di alimenti acidificanti come ad esempio le proteine animali (carne, formaggi, salumi), le farine raffinate, ecc.

√ stress e conflitti emozionali legati a pensieri negativi che acidificano

√ vita sedentaria o, al contrario, sport troppo intensivo

√ fumo di tabacco, bevande alcoliche, bevande gassate

√ carenza di vitamine e sali minerali nella dieta (frutta e verdura cruda)

√ farmaci.


SCEGLIERE I CIBI ALCALINI PER AVITARE
UN PH ACIDO





Almeno l'80% in peso del cibo dovrebbe essere costituito da vegetali alcalini (cibi alcalini), il resto (eventualmente) da cibi acidi, il che vuol dire per 100 gr di cereali ingeriti bisognerebbe consumare 400 grammi tra verdura e frutta. Sfortunatamente, nella società occidentale succede il contrario e questa è la base alimentare su cui poggia la grande via che porta a tutti i tipi di patologie.


ALIMENTI ALCALINIZZANTI

Frutta dal sapore acido semi-acido ma con effetto alcalino-neutro: albicocca, ciliegia, fragola, mela, uva, pera, pesca, prugna.

Melone, cocomero, banana matura, fico, mela, pera, uva, manghi, ecc. (tutta la frutta è più o meno alcalina, tranne la frutta acida).

Tutti i tipi di verdura: barbabietola, carciofo, carota, cavolo di bruxelles, cipolla, piselli, prezzemolo, rapa , sassifraga, scalogno, sedano rapa, tarassaco, insalata, asparago, broccoli, cardo, cavolo, invidia, lattuga, peperone dolce, porro, pomodoro, rabarbaro, cetriolo, cicoria, crescione, fagiolino, ravanelli, scarola, spinacio, valeriana, zucca, zucchine, ecc.

Castagna, topinambur, patata.
Avocado, oli vegetali, olio oliva.



CIBI ACIDIFICANTI




Proteine grasse del formaggio.

Carne pesce e proteine animali.
Alcolici, bevande industriali, cacao, caffè, the nero, condimenti, dolcificanti artificiali, oli raffinati, prodotti di pasticceria, spezie.

Frutta Acida.
Frutta essiccata: uvetta, fichi, datteri, ecc.
Semi e Noci: mandorle, noci, pistacchi, ecc.

Cereali e derivati: avena, farina bianca, farina di avena, farina di mais, fecola di patate, grano saraceno, mais, orzo integrale, pane bianco, pane integrale, pasta, riso, riso integrale, segale integrale, pasta, soia, semola.

Legumi secchi: fave, fagioli secchi, piselli rotti, lenticchie secche, arachidi.

Latte e derivati: formaggi, yogurt, gelati, burro, panna fresca, ecc.
Uova.


I CIBI CHE INGERIAMO POSSONO DARE REAZIONE ACIDA, ALCALINA O NEUTRA

Quando ingeriamo un determinato cibo, questo può dare una reazione acida e quindi tende a sottrarre sali minerali all'organismo, mentre un alimento alcalino basico è mineralizzante, non sottrae sali minerali all'organismo e bilancia o neutralizza gli effetti degli acidi.

I cibi che danno reazione ACIDA sono i fagioli, la carne, il pesce, il formaggio, i cereali ed alcune noci, gli alimenti raffinati e industriali, zucchero bianco, arachidi, uova, salmone fresco, ostriche, crackers integrali, noci, pane e farina integrale, formaggi, ricotta, pane bianco, riso cotto, pasta cotta, tè, caffè, cioccolato, miele, olio, burro. 

Gli alimenti acidi che contengono l'acido citrico sono il limone ed il ribes nero, l'acido malico è contenuto nella prugna, nel ribes, nella cotogna e nella mela, altri tipi di acido sono il tartarico, l'ossalico, il succinico, il fumarico, l'acetico, l'amilico. La frutta e le verdure contengono questi acidi che se non sono in eccesso sono benefici per la salute e mineralizzanti e attivano la ventilazione polmonare.

Arachidi, mandorle, noci, pistacchi nocciole sono acidificanti perché contengono molti oli che metabolizzati producono rifiuti acidi ( anidride carbonica ecc..).

Sono dannosi per l'organismo l'acido urico e le purine presenti nelle carni, l'acido lattico e cadaverico delle carni, l'acido butirrico dei grassi animali.

Per chi soffre di calcoli renali è bene evitare i cibi che contengono acido ossalico che troviamo negli spinaci, nelle bietole, nel cacao, nella barbabietola rossa nella cioccolata ed in alcuni ortaggi (sopratutto se cotti).

Per il nostro organismo un eccesso di acido benzoico, contenuto nel caffè, nella frutta non matura, nel vino rosso e nel tè, provoca denutrizione proteica, reumatismi e cancro.
Per contrastare un eccesso di acidità che provoca demineralizzazione è bene assumere carote, cavolo, sedano, insalate crude, zucchine e zucca cruda.


Sarebbe bene nell’alimentazione naturale dare la preferenza ai cibi alcalini poiché un eccesso di cibi acidi sottrae minerali al nostro organismo, a lungo andare le ossa perdono la loro consistenza, i denti si cariano, il sangue diventa anemico, la pelle si rovina e si spacca, si possono formare i calcoli ai reni o alla cistifellea, debolezza generale, senso di freddo, infezioni, disturbi digestivi, alle vie respiratorie, alla pelle, unghie macchiate di bianco che sono indice di demineralizzazione, un’alimentazione troppo acida può provocare acetone, è bene quindi evitare sopratutto certe bevande acide, come la coca-cola e tenere sempre in considerazione che un eccesso di cibo acidifica.


L’APPARENTE ALCALISI DEI FORTI MANGIATORI DI CARNE:

Un caso a parte di cui non ho parlato è l'apparente alcalinità anche del pH delle urine dei forti mangiatori di carne che eliminando forti quantità di ammoniaca generano un pH urinario alcalino pur essendo metabolicamente in uno stato di forte acidosi.

Questo fatto non deve ingannare, ma è bene conoscerlo per capire come a volte, un semplice controllo del pH delle urine non sia sufficiente per determinare con esattezza uno stato alcalino o acido dell’organismo.


MECCANISMI TAMPONE



Il pH del sangue arterioso umano ha un range normale compreso tra 7.35 e 7.45. Il mantenimento del pH tra questi valori è di fondamentale importanza, infatti variazioni oltre 7.1 e 7.6 sono incompatibili con la vita. I globuli rossi, per fare un esempio, hanno una grande plasticità, cioè sono in grado di modificare la propria forma in modo da poter passare anche attraverso i capillari più stretti, ma questa loro capacità diminuisce in maniera proporzionale al diminuire del pH, all’aumentare, cioè, dell’acidità del sangue.

Ad un certo punto non saranno più in grado di variare la propria forma ed infilarsi nei capillari più stretti e interi settori dell’organismo non riceveranno più il giusto apporto di ossigeno. Assisteremo alla formazione di trombi ed occlusioni, che a seconda dell’organo colpito, porteranno da forti dolori fino alla necrosi dell’organo stesso, alla paralisi ed alla morte.

All’interno del corpo umano una delle maggiori fonti di acido è la combustione di glucosio (con formazione di CO2 e H2O); inoltre il metabolismo cellulare produce acidi come l’acido solforico, l’acido fosforico, l’acido urico e l’acido lattico, dai processi metabolici, di ossidazione o degradazione di varie sostanze, come amminoacidi, fosfolipidi o carboidrati e acidi grassi.

L’acidificazione altera il pH arterioso e deve essere sempre controbilanciata da “processi tampone” che agiscono sia a livello cellulare sia a livello dei polmoni e dei reni.

La CO2 prodotta durante il processo di respirazione viene trasformata all’interno dei globuli rossi, grazie all’enzima Anidrasi Carbonica, in acido carbonico (H2CO3), che subito si dissocia in ioni bicarbonato (HCO3-) e ioni H+. Lo ione H+ viene tamponato dalla ossiemoglobina (con questo termine si identifica l’emoglobina durante il trasporto dell’O2), facilitando il distacco dal gruppo eme dell’ossigeno, che può così diffondersi nei tessuti. Lo ione bicarbonato, che costituisce il principale veicolo di trasporto della CO2 nel sangue, si diffonde dal globulo rosso nel plasma.

A livello degli alveoli polmonari, in presenza di grosse concentrazioni di ossigeno e piccole concentrazioni di anidride carbonica, avvengono le reazioni opposte. Gli ioni HCO3- rientrano nei globuli rossi e si legano con gli ioni H+ a formare H2CO3 che a sua volta si dissocia in CO2 e H2O, in questo modo l’emoglobina è di nuovo pronta a ricevere l’ossigeno.

L’anidride carbonica si diffonde poi nell’alveolo e viene portata fuori dall’organismo dalla respirazione polmonare.

Riassumendo: l’anidride carbonica prodotta a livello cellulare diviene un acido nel plasma sanguigno e a livello polmonare, ritornata in stato gassoso, viene eliminata con la respirazione.

Questo processo ci mostra chiaramente come modificando il ritmo e il volume della respirazione polmonare noi non modifichiamo solamente l’apporto di ossigeno nel sangue, ma anche la sua acidità.
Una ostruzione patologica delle vie respiratorie o la respirazione rapida, ma breve e poco profonda, tipica delle situazioni di stress o di panico, sono esempi di fattori che possono portare all’acidificazione del sangue.

Gli orientali, attraverso lo Yoga, hanno capito già secoli fa quanto la respirazione sia importante per il mantenimento della buona salute.

I reni sono gli organi del corpo umano atti al filtraggio del plasma sanguigno. Il loro compito però non si limita alla semplice estrazione dal plasma di scorie e sostanze di rifiuto, ma interessa anche il controllo e il mantenimento di molti equilibri chimici, tra i quali spicca quello acido-base.

Ogni giorno parecchi litri di plasma attraversano il rene e diffondendosi a livello capillare raggiungono le milioni di minuscole unità funzionali, dette nefroni, che si occupano del filtraggio delle molecole più grandi e il recupero dal filtrato delle molecole più piccole, ma ancora utili se non necessarie all’organismo. Il nefrone ha inizio dal corpuscolo renale, che, situato in prossimità alla parte corticale del rene, la superficie, è il filtro vero e proprio.

Questo continua poi con il tubulo contorto prossimale, dalla forma irregolare, che dopo alcune curve, si porta verso il centro dell’organo per poi proseguire nella parte midollare del rene con l’ansa di Henle, una curva ad U, e tornare nella parte corticale con il tubulo contorto distale, che infine defluisce in un dotto collettore che porta l’urina nella pelvi renale.

Il nefrone svolge tre funzioni.

  1. Ultrafiltrazione del plasma: il plasma viene filtrato e solo ciò che è piccolo passa le maglie del filtro (cataboliti, sali, H2O, ecc.); invece le molecole più grosse restano nel capillare; questo processo avviene nel corpuscolo renale.
2) Riassorbimento delle sostanze utili; il processo avviene nel tubulo contorto prossimale.
3) Concentrazione dell’ultra filtrato per formare urina; il processo avviene nel tubulo contorto distale.

A questo punto è più facile capire come il rene possa svolgere la sua azione di controllo sull’equilibrio acido-base.
Lo ione bicarbonato, giunto al nefrone trasportato dal plasma, riesce a passare la membrana filtrante del corpuscolo renale, ma deve essere completamente riassorbito dall’organo, per prevenire l’acidosi che deriverebbe dalla produzione ex novo dell’acido carbonico. 
Il riassorbimento dello ione avviene tramite un processo che coinvolge la pompa Na+ / H+ situata sulla membrana che costituisce la parete del tubulo prossimale.

In pratica questa pompa immette ioni H+ nel lume del tubulo, questi si legano agli ioni bicarbonato formando acido carbonico, che a sua volta grazie alla presenza di enzimi anidrasi carbonica sulla superficie della membrana che forma la parete del tubulo, viene nuovamente trasformato in anidride carbonica ed acqua.

L’anidride riesce a passare per diffusione la membrana, quindi a rientrare nel citoplasma delle cellule tubulari, dove grazie di nuovo all’enzima anidrasi, questa volta citoplasmatico, ritorna acido carbonico e da qui si dissocia in ioni idrogeno e ioni bicarbonato.

Tutto questo meccanismo risulta necessario perché lo ione bicarbonato non è in grado di oltrepassare la membrana citoplasmatica direttamente, deve quindi essere trasformato in qualcos’altro e poi riportato alla condizione originaria per poter essere riassorbito.

Ancora una volta si rimane colpiti dalla meravigliosa complessità, ma anche ingegnosità del corpo umano.

Nel tubulo distale del nefrone avvengono altre due reazioni importanti per il controllo dell’acidità del sangue. In entrambe è coinvolta la rigenerazione o nuova sintesi del bicarbonato e l’eliminazione attraverso l’urina degli ioni idrogeno sotto forma di un acido titolabile, come per esempio H3PO4, o di ammoniaca.

Quest’ultimo è il meccanismo più efficiente, che porta ad eliminare quasi i due terzi degli acidi non volatili contenuti nel plasma.


ACIDIFICAZIONE DELL’ORGANISMO



La meravigliosa macchina di controllo dell’equilibrio acido-base del sangue e di conseguenza del corpo umano funziona in modo impeccabile solo se l’individuo è sano, ma anche conduce una vita sana e una dieta sana.

Non si tratta di un gioco di parole, ma del fatto che proprio per la complessità del meccanismo, le variabili che possono comprometterne il funzionamento sono moltissime.

Il cibo, le bevande dolcificate, il fumo, i farmaci, lo stress, la fatica e persino il troppo sport, tutti questi fattori minano la capacità del nostro corpo di mantenere il grado di acidità all’interno dei valori prestabiliti.

Un esempio: la gotta. Vi siete mai chiesti come mai questa malattia colpisca le persone ad un certo punto della loro vita?

Le purine sono basi azotate presenti negli acidi nucleici. Sono note per essere basi azotate di DNA e RNA, cioè adenina e guanina, ma purine sono altresì la xantina, l’ipoxantina, la teobromina, la teofillina, la paraxantina, l’isoguanina e l’acido urico.

Le cellule delle carni di cui ci nutriamo sono ricchissime di purine, ma l’uomo, come molti primati suoi parenti stretti ed al contrario di molte specie, tra le quali tutti i carnivori come i felini, è incapace di sintetizzare un importante enzima, detto Urato Ossidasi, in grado di svolgere un ruolo importantissimo nel metabolismo delle basi azotate.

Le purine provenienti dalla dieta, infatti, sono metabolizzate attraverso diversi enzimi, come la Xantina Ossidasi, in acido urico, poi nelle specie dotate di enzima Uricasi, l’acido urico viene a sua volta ossidato in 5-idrossiurato. Il prodotto della reazione è instabile e si trasforma spontaneamente in allantoina, molecola che rappresenta la via primaria di trasporto dell’azoto nell’organismo.

Noi però non abbiamo l’enzima Uricasi. Ciò significa che il metabolismo delle purine si ferma al momento della sintesi di acido urico. Questo acido rimane nel siero. Nel genoma umano è presente un gene per l’urato ossidasi, reso non funzionale da due mutazioni.

Alcuni studiosi ipotizzano che la perdita dell’enzima sia stato un vantaggio per i primati superiori in quanto l’acido urico è un potente antiossidante, e protegge dall’attacco dei radicali liberi, prolungando l’aspettativa di vita e diminuendo l’incidenza dei tumori. L’aumento dell’acido urico nel siero (iperuricemia) porta all’abbassamento dei valori di pH, quindi all’acidificazione del sangue.

Il siero risulta saturo quando la concentrazione di acido urico raggiunge i 7 mg per decilitro. Valori più elevati espongono al rischio di precipitazione di cristalli di Urato (un sale), che vanno a depositarsi di preferenza nelle capsule articolari, e quindi di attacchi di gotta acuta. L’organismo umano per controbilanciare l’acidificazione si libera dell’acido urico attraverso i reni, che sono la maggiore via di eliminazione.


Facciamo un passo indietro

Le purine sono le basi azotate che costituiscono gli acidi nucleici, in parole povere DNA e RNA. Non solo le cellule degli animali di cui ci nutriamo sono ricchissime di acidi nucleici, ma, evidentemente, anche le nostre.

Ogni giorno milioni di cellule umane concludono il loro ciclo vitale e morendo immettono purine nel circolo sanguigno, che vengono metabolizzate in acido urico. Forse quando gli studiosi parlano di vantaggio nell’assenza dell’enzima Uricasi per l’uomo, fanno riferimento al carico di acido urico proveniente dall’apoptosi, cioè dalla morte cellulare programmata.

Sicuramente, l’uomo si è sviluppato ed evoluto in presenza delle basse concentrazioni di acido urico prodotte per via endogena, un ottimo anti ossidante naturale in un regime alimentare a base di frutta, tendenzialmente ricco di sostanze basiche e poverissimo di purine esogene.
Ma come ben sappiamo quella dieta è stata abbandonata e oggi l’uomo ingerisce giornalmente grandi quantità di carni ricche di purine, ogni giorno mette i suoi reni sotto sforzo costringendoli al duro compito di eliminare grandi concentrazioni di acido urico.


Le nostre cattive abitudini non si fermano qui

La gotta si sviluppa in genere in presenza di obesità e di eccessivo consumo di bevande alcooliche. L’obesità infatti si associa sia ad un’accentuata produzione di acido urico, sia ad una diminuita eliminazione. L’alcool inoltre riduce l’eliminazione renale dell’acido urico e accentua il catabolismo delle purine.

L’uso intensivo di farmaci danneggia la funzionalità renale. A tutto questo si aggiunge il fumo, che con i suoi veleni e la diminuita capacità polmonare, contribuisce in maniera determinante all’acidificazione del sangue e mette i reni ancora più in crisi a causa del super lavoro cui li sottopone.

Arriva così il momento in cui la macchina comincia a fare cilecca. I reni cominciano ad essere sofferenti e gli equilibri tra acido e base si incrinano. Le concentrazioni di acido urico salgono fino al punto di precipitazione. Si formano cristalli di sale dell'acido urico (Urato) nelle articolazioni e i dolori si fanno lancinanti.

A quel punto ci guarderemo allo specchio e osservando un viso sofferente e dal colorito giallastro ci diremo che la vecchiaia è arrivata.



ALTRE CONSIDERAZIONI SUL pH

Contatto con sostanze inquinanti, come il fumo delle sigarette, lo SMOG, monossido di carbonio, benzene, non ultime le famigerate polveri PM10, ecc.

Sovraffaticamento fisico: il lavoro muscolare comporta un uso intenso di ossigeno bruciato per produrre energia, meccanismo chiamato respirazione ossidativa o ciclo di Krebs, che, se troppo prolungato e nel caso in cui l’ossigeno portato attraverso la circolazione sanguigna non sia sufficiente per rimpiazzare quello consumato, si interrompe, sostituito per il rifornimento energetico dalla meno efficiente fermentazione del glucosio, che dà come prodotto di scarto metabolico l’acido lattico, che a sua volta si accumula nei tessuti dando luogo a crampi ed appunto all’aumento di acidità del sangue.

Ridotto apporto di ossigeno nei soggetti sedentari o facili preda di stress, rabbia e paura. La respirazione frequente, ma rapida e poco profonda caratteristica di queste situazioni, infatti, compromette l’eliminazione di CO2 dal sangue a livello polmonare con conseguente acidificazione.

Disfunzioni a carico degli organi emuntori: i reni partecipano in maniera preponderante al controllo degli acidi non volatili e la pelle, organo piuttosto bistrattato e sottovalutato, elimina ogni giorno grandissime quantità di sostanze di rifiuto, tossiche ed acide.

Uso di farmaci, sostanze di sintesi, che solitamente mettono reni e fegato veramente sotto pressione. I loro effetti collaterali a carico di questi organi sono micidiali e sotto gli occhi di tutti.

A questo punto risulta evidente come l’equilibrio fra l’acidità e la basicità all’interno del corpo sia uno dei fondamenti della salute.


Ogni giorno milioni di persone si recano negli ospedali
o negli ambulatori medici di tutto il mondo
in preda a dolori o malattie di ogni genere.

Tutte queste persone presentano sintomi diversi, ma la causa che le ha portate ad ammalarsi è sempre la stessa: l’acidificazione.
Tutte le sostanze acide che immettiamo nel nostro organismo devono essere in qualche modo tamponate, eliminate od allontanate dagli organi principali.

Questo mortifica e debilita il corpo, che utilizza tutte le risorse di cui è capace, e vi assicuro che sono tantissime, per questo scopo. Possiamo quasi costruire una scala cronologica di quello che succede o è successo nel vostro corpo: dapprima siamo neonati, l’assunzione di sostanze acidificanti con l’alimentazione non ci procura fastidi, cuore, polmoni, fegato, reni e pelle, tutto è nuovo e funziona in piena efficienza, ma fin da subito, grazie alle attenzioni amorevoli dei nostri genitori, certamente mal consigliati, il latte in polvere e gli omogeneizzati mettono i nostri organi a dura prova.

Poi gli anni passano; ai cibi per lattanti si aggiungono carne, cereali e derivati del latte, gli organi sono ancora funzionanti, ma alcuni segnali cominciano ad avvertire chi sa ascoltarli che le cose non stanno andando nella direzione giusta, sono le prime allergie, malattie come morbillo e varicella, considerate normali tra i bambini, la prima acne.

Il tempo passa ancora e la varietà dei cibi aumenta, arrivano le bibite dolcificate e gassate. 


Un bicchiere di cola gassata a pH 2,5 versato in 38 litri di acqua a pH 7,4, fa crollare il pH a 4,6. 



Vi rendete conto di che incredibile sforzo deve fare l’organismo per tamponare questa reazione chimica? E gli anni passano.


Gli organi ad un certo punto cominciano a deteriorarsi

L’efficienza dei polmoni viene compromessa da una vita troppo sedentaria o magari dal fumo.

Il fegato e i reni perdono efficienza nel metabolizzare sostanze tossiche ed eliminarle.

Il livello di acidità comincia ad aumentare e le concentrazioni di acidi che immettiamo nel corpo sono più alte di quelle che riusciamo ad eliminare. L’organismo comincia ad accumularle e a nasconderle un po’ ovunque pur di tenerle lontane dagli organi vitali. Nascono i depositi di grasso.

Il calcio viene richiamato dalle arterie e dalle ossa per tamponare gli acidi in eccesso: arteriosclerosi e osteoporosi cominciano a far parte delle nostre esperienze di vita. Ma continuiamo.

I depositi di sostanze acide aumentano ancora, si formano le prime rughe sulla pelle che diventa secca e facile preda di micosi e attacchi batterici.

La carne che ingeriamo produce acido urico che si cristallizza nelle articolazioni, i movimenti diventano lenti, la schiena si incurva.
Con la vecchiaia la percentuale di acqua nel nostro corpo diminuisce e con essa aumenta la difficoltà di smaltimento dei veleni.

Questo percorso ha interessato miliardi di persone nella storia recente dell’uomo, e ho descritto solo la storia di un individuo sano.
Perché nascere da genitori malati e impregnati di veleno porta molte volte a venire al mondo già malati, già a metà del percorso. Inoltre non ho ancora affrontato la tragedia dei cancri e di tutte le malattie mortali che colpiscono sempre con una maggiore frequenza gli esseri umani.


L’alimentazione odierna è costituita al 90% da cibi acidificanti



Gli alimenti acidi causano un continuo affaticamento del sistema, sempre sotto stress.

Il dottor Herbert M. Shelton, forse il più illuminato dei medici americani igienisti naturali, una volta disse: «Il sangue dovrebbe ricevere dal tubo digerente acqua, amminoacidi, acidi grassi, glicerina, monosaccaridi, minerali e vitamine e non veleni. Purtroppo le nostre abitudini alimentari creano invece dei veleni che intossicano il sangue e tutto l’organismo. Perché? Perché il cattivo accostamento degli alimenti nello stesso pasto genera fenomeni di fermentazione e putrefazione.» . Questo, che si può definire un manifesto dell’igienismo naturale, denuncia i rischi nell’accostare determinati cibi nello stesso pasto.

La nostra cucina unisce cibi di ogni genere in preparazioni complesse e ricche di spezie e di sapori, ma mischiare proteine ai carboidrati, per fare un esempio, ne rallenta il passaggio intestinale. Aumenta così il rischio di putrefazione e il rilascio di sostanze tossiche ed altamente acidificanti nel nostro organismo.

Quindi l’attenzione non va posta solo a quello che mangiamo, ma a come e con cosa.


CONCLUSIONE

Spero di aver chiarito quali siano gli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si sceglie di seguire una certa alimentazione.

Una dieta alcalinizzante è sicuramente il primo passo verso la salute, naturalmente per comprendere a pieno tutti i fattori nutrizionali, che si intersecano sia tra di loro , sia con le nostre cellule e le sostanze corporee all’interno del nostro corpo durante i pasti, non bastano certo le parole scritte in questo report, ma almeno dovresti aver compreso uno degli aspetti chiave che determina perché sia preferibile scegliere una dieta alcalinizzante.

Nel nostro libro “La Frutta che Paradiso”, abbiamo cercato di chiarire in maniera più ampia quali siano tutti gli aspetti che rendono alcuni cibi utili e altri dannosi per la nostra salute.





“Purtroppo (o per fortuna) non sono un medico, un dietologo o un nutrizionista, sono soltanto un ricercatore indipendente, non ho né il titolo né il permesso legale di consigliare niente a nessuno, l’unica cosa che posso raccomandarvi e quella di informarvi, informarvi e informarvi ancora.”
Diego Pagani



Ecco come misurare il pH delle urine:
un pH sano dovrebbe almeno essere 7,5


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