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10 mag 2013

considerazioni sulla cottura dei cibi





I cibi cotti risultano denaturati, demineralizzati, devitaminizzati e inorganicati, e quasi per niente assimilabili; al contrario di quello che comunemente si crede, la cottura non aumenta la digeribilità, anzi ne rallenta la digestione. Durante la cottura come si è visto, le vitamine sono quasi del tutto distrutte, inoltre, quelle che sopravvivono a un processo di cottura, se gli alimenti non vengono consumati subito ,saranno del tutto perse. Pensate agli alimenti cotti e confezionati quanto bene possano farvi.

Come dimostrato dal ricercatore Hess e Hunger, i vegetali a foglia verde ricchi di attività antiscorbutica perdono di efficienza se sottoposti a cottura, a causa della perdita di vitamina C. Ad esempio il cavolo se appena scaldato si priva di parte di vitamina C, che con una cottura prolungata viene completamente persa. I fautori della macrobiotica dovrebbero rifletter anche su questo.

La linfa vitale delle piante, conosciuta da tutti come “clorofilla”, subisce un degrado totale durante la cottura, ad esempio si verifica un’alterazione chimica che vede comparire un atomo d’idrogeno al posto di un atomo di magnesio, ciò comporta la comparsa della feoftina, una sostanza completamente inutilizzabile dall’organismo umano.

Notate come qualsiasi seme (pur presentando le stesse caratteristiche chimiche sia da cotto, sia da crudo) o legume, perda la sua capacità di germogliare se sottoposto a un processo di cottura, l’uomo stesso non può sopravvivere a una temperatura corporea superiore ai 42° C, che caso!

In sintesi, gli alimenti cotti nella migliore delle ipotesi, quando non sono dannosi, sono inutili, in altre parole mangiare nel modo più sano possibile (a parte il crudismo), cioè vegano biologico, non è adeguato a garantire una quantità sufficiente di elementi indispensabili all’organismo.

Per fortuna molte persone senza neanche farci caso mangiano molto più crudo di quello che pensano, insalate, verdure e frutta.

La cottura fa decadere anche il valore biologico delle proteine causato dalla distruzione degli amminoacidi; la bollitura oltre a disperdere i nutrienti nel liquido, coagula le vitamine rendendole non più assimilabili.
Non parliamo dell’arrostimento, della tostatura o dei cibi fritti, in questi casi si producono sostanze tossiche notoriamente cancerogene come: benzopirene, terilene, benzoantracene ecc.

Come si può sostenere che la cottura favorisca la digestione quando si sa che i composti proteici flocculano già a sessanta gradi, e coagulano totalmente a temperature maggiori? Queste caratteristiche rendono le sostanze così modificate inattaccabili dai succhi gastrici, inoltre i fosfati organici si trasformano in inorganici.

L’organismo umano a differenza delle piante, come ben sanno gli igienisti, non è in grado di assorbire e assimilare sali inorganici. Questo aprirebbe un capitolo a parte, molto interessante ma complesso, che magari vi presenterò prossimamente.


Con la cotture si distruggono la maggior parte nei nutrienti, ad esempio le vitamine A, C, B1 e D, inoltre i sali minerali precipitano divenendo inorganici e inutilizzabili dall’organismo.

Solo gli alimenti crudi e freschi possiedono ancora intatte sostanze dette “vitalie”, quali enzimi, auxoni, oligoalimenti, vitamine e fattori del saprofitismo eubiotico; come precisa il Dott. Pecchiali, tutte sostanze utilissime ai processi biologici umani.

Anche dopo millenni di deviazione alimentare, l’organismo umano è ancora capace (e non potrebbe essere altrimenti) di riconoscere come adatti gli alimenti vivi che consentono anche di mantenere e incrementare la cosi detta vitalità.





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