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05 mag 2013

Perché il cibo cotto fa così male?






Come sappiamo l’uomo di oggi non è più guidato dal proprio istinto, ma dagli spot pubblicitari.



Provate a dare a un bambino piccolo che ancora segue l’istinto, una mela e un coniglio; sicuramente mangerà la mela e giocherà col coniglio.
Purtroppo molti adulti oggi fanno il contrario e sono pure convinti di seguire la giusta strada, si tratta d’ignoranza pura e semplice, un atteggiamento motivato da errate tradizioni che ancor’oggi si tramandano.

Qui non voglio soffermarmi pur condividendolo, su un punto di vista animalista, desidero solo evidenziare i danni che i prodotti animali (ancor più se cotti) recano alla salute di tutti noi.

Qualcuno sostiene che la cottura sia necessaria per eliminare microorganismi dannosi presenti in certi cibi e per aumentarne la digeribilità, ed ha ragione, ha perfettamente ragione, ma il punto è che tali alimenti non dovrebbero assolutamente essere mangiati!

Per esempio, i cereali contengono carboidrati complessi (amidi) che dopo la cottura divengono assimilabili più velocemente a seguito della parziale demolizione della catena dei carboidrati; gli stessi cereali pur potendo essere ingeriti crudi richiederebbero un maggior tempo digestivo.

Il punto è che i cereali non andrebbero mangiati, l’unico modo per sfruttare alcune qualità dei cereali è farli germogliare; nel crudismo, infatti, si fa uso anche dei germogli di varia natura per le loro buone caratteristiche nutrizionali.

La cottura neutralizza due componenti poco sani presenti nell’albume delle uova: l’antitripsina e l’avidina, ma anche l’uovo è un prodotto non adatto al consumo umano.

Gli esempi che dimostrano la necessità di cuocere, si riferiscono sempre ad alimenti che non andrebbero consumati, quasi tutta la verdura e naturalmente tutta la frutta, sono già pronti per essere consumati così come sono; ricchi di tutti i nutrienti e sostanze che solo da crudi possono offrire, sono l’alimento completo per il perfetto sostentamento della razza umana.

Sicuramente la cottura è ancora legata a motivazioni psicologiche spesso dure da rimuovere, ai profumi e a gusti che fanno parte delle nostre (sbagliate) abitudini che abbiamo assorbito fin da piccoli.

La cottura distrugge la maggior parte delle sostanze nutrienti che si trovano nei cibi, anche nei cibi sani come frutta e verdura.

Gli enzimi sono i primi a subire le conseguenze della cottura, gli oltre ottocento enzimi che concorrono a una perfetta digestione e garantiscono la corretta assimilazione dei nutrienti sono distrutti se sottoposti a una temperatura superiore ai 42° C.




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