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25 set 2014

Come si può vivere sani e a lungo in modo naturale.



Un antico detto diceva: “Meglio vivere poveri e sani, che ricchi e malati”. Nei giorni nostri questo proverbio andrebbe modificato: “Meglio vivere poco e sani, che a lungo e malati”. Dite che sto esagerando? Ma in fin dei conti che senso ha vivere a lungo se buona parte del tempo lo passeremo a trascinare le nostre membra doloranti e indebolite da malattie invalidanti. Se ci pensate, la cosa è positiva solo dall’ottica di medici e farmacisti.

Perché tutto questo?
È presto detto: secondo uno studio portato avanti dai ricercatori dell’University medical Center di Utrecht e del National Institute for Public Health dei paesi bassi, pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology, che si è occupato di seguire 6000 persone nel periodo compreso tra il 1987 e il 1991, raccogliendo dati sui principali fattori di rischio quali il peso corporeo, la pressione arteriosa alta e le concentrazioni di colesterolo, sia quello buono sia quello cattivo; ebbene secondo questo studio ogni decennio passato assistiamo a un peggioramento delle condizioni fisiche dei soggetti presi in esame: le generazioni più giovani sono risultate più vecchie di quelle del decennio precedente, in pratica un trentenne di oggi ha l’efficienza metabolica di un ultra quarantenne di dieci anni fa. Non importa se la prospettiva di vita si è allungata in questi anni, perché la qualità della vita stessa è decisamente peggiorata e continua a peggiorare di decennio in decennio.
Lo studio divide i soggetti in base al sesso e all’età. In particolare vengono creati gruppi di trentenni, quarantenni, cinquantenni e così via, con lo scopo di individuare uno schema legato alle generazioni differenti.

I problemi di salute che colpiscono in maggior percentuale i soggetti presi in esame sono i soliti di cui si parla ogni giorno: sovrappeso, obesità e ipertensione. La cosa che lo studio mette in chiaro, e qui sta la novità, è che esiste un andamento regolare nel decadimento fisico che coglie le generazioni man mano che gli anni passano. Facciamo un esempio: se nei trentenni di una generazione il 40% dei maschi presentava sovrappeso, nella generazione dei trentenni di dieci anni dopo la percentuale era aumentata al 52%. Nelle donne la situazione si è rivelata ancora peggiore e tra le due differenti generazioni il numero delle soggette in sovrappeso è addirittura raddoppiato. A questo si aggiunge, nei maschi, un parallelo aumento dei casi di diabete e per entrambi i sessi dell’ipertensione. Un quadro veramente edificante!

I ricercatori a questo punto dichiarano che paradossalmente a fronte di un’aspettativa di vita ogni decennio più lunga, dal punto di vista biologico e metabolico, ciascuna generazione risulta essere più vecchia di almeno 15 anni rispetto a quella precedente risultando esposta per un periodo molto più lungo ai nefasti danni causati da obesità, sovrappeso e ipertensione con il conseguente deterioramento della salute e della qualità della vita stessa.
A questo punto i commenti dei ricercatori si fermano, non osando questi ultimi cercare il colpevole di una situazione tanto deprimente ed allarmante. Noi però un’idea ce la siamo fatta, vero? Che significato può avere tutto il lavoro di ricerca che sta dietro al nostro blog ed alla stesura del libro “La Frutta che Paradiso”, se non potessimo dimostrare a chiare lettere che tutto questo deriva dall’alimentazione assurda alla quale gli abitanti del cosiddetto “primo mondo” si stanno assiduamente ed in modo quanto meno degenerato dedicando? Quante prove occorre ancora portare?

Signori miei, se non vi sta a cuore particolarmente la vita dei farmacisti, è il momento di dare una svolta alimentare seria alla vostra vita, cosi da poter dichiarare al mondo: Io vivrò a lungo e sano!

Claudio Nicolig



"E' facile ritrovare la SALUTE...
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