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02 ott 2015

PSORIASI

Una nuova prospettiva di guarigione, capire la psoriasi attraverso le tre grandi patologie del nostro secolo.



Durante le ricerche portate a termine per la preparazione del libro La Frutta Che Paradiso” ci siamo spesso imbattuti nei risultati di studi condotti per spiegare le cause e le origini di una malattia che colpisce ogni anno una fetta sempre più grande della popolazione: la Psoriasi.

Ancora una volta, il percorso di ricerca ed informazione affrontato per questo breve trattato ci ha portato in luoghi della conoscenza inaspettati e per certi versi stupefacenti; ancora una volta l’evidenza di strettissime correlazioni tra patologie apparentemente diverse e tra queste e l’alimentazione, ci ha portato a chiederci come mai la medicina tradizionale si dimostri incredibilmente ottusa nel ricercare a tutti i costi cure farmacologiche a patologie che se osservate dalla giusta prospettiva non sono assolutamente tali.

Una domanda alla quale, chi ci ha seguito in questi anni darà facile risposta.



“La curiosità e la voglia di scoprire cose nuove, il piacere di comunicare le nostre scoperte ad altri, nella forse vana aspirazione di essere di aiuto, e l’irritazione che ci prende nello scoprire le spesse mura che alcuni medici e ricercatori hanno eretto davanti ai propri occhi, per non vedere quello che a noi sembra così evidente.”



In questo post ho riportato alcuni brani tratti dal libro nostro nuovo libro “Psoriasi”, disponibile su Amazon come e-Book dal 3-10-2015.


Psoriasi, cenni storici

Esistono fonti che attestano come probabilmente, già intorno al 2000 a.C. questa patologia fosse nota e descritta nei codici Assiro-Babilonesi, in rari papiri riconducibili all’antico Egitto e in alcuni libri dell’Antico Testamento, come una malattia cutanea caratterizzata dalla presenza di squame e croste.

Ippocrate, lo studioso che diede inizio a quella che possiamo definire l’era della medicina moderna, intorno al 460-377 a.C. nell’opera “Corpus Hippocraticum” a lui attribuita, nella descrizione della patologia usò i termini psora e lepra per indicare le macchie pruriginose caratteristiche della Psoriasi.

Il termine deriva dal greco psōrìasis (ψωρίασις: scabbia, condizione pruriginosa) e probabilmente fu coniato dal medico Galeno di Pergamo, vissuto tra il 130 e il 200 d.C. circa, il cui pensiero ha condizionato la medicina occidentale per ben milletrecento anni, fino al rinascimento italiano. Egli descrisse con questo nome le lesioni cutanee squamate e pruriginose tipiche della patologia.

Fu nel diciannovesimo secolo che a seguito di ricerche accurate e sempre più precise, il dermatologo austriaco Ferdinand von Hebra, fondatore della nuova scuola viennese di dermatologia, diede a questa patologia il nome ufficiale di Psoriasi. 


Aspetti clinici

Iniziamo col capire cosa dice la medicina classica e quali sono le terapie e le prescrizioni alle quali dovremmo sottoporci per tenere sotto controllo la Psoriasi.

La Psoriasi è una patologia infiammatoria a carico della cute. La malattia solitamente è cronica e recidivante, cioè di fatto persistente e duratura; con la sgradevole caratteristica di alternare fasi regressive, durante le quali il paziente spera di averla finalmente sconfitta, a fasi acute, durante le quali torna a manifestarsi in maniera perniciosa.

I dermatologi sono ormai unanimemente convinti che la Psoriasi abbia la sua patogenesi (nascita della patologia) non a livello locale dell’epidermide ma a livello sistemico, con intervento di fattori genetici, ambientali (anche alimentazione) e immunitari. 
Essa infatti si accompagna spesso ad altre patologie quali malattie cardiovascolari, ictus, infarto al miocardio, sindrome metabolica, morbo celiaco e diabete.

La complessità della Psoriasi può mettere veramente in imbarazzo il ricercatore più attento. La multifattorialità non riguarda solo la genetica, ma anche la tipologia incredibilmente varia di cause scatenanti.


I meccanismi che alimentano la Psoriasi.

La formazione delle tipiche placche squamose è dovuta alla proliferazione e differenziazione dei cheratinociti dello strato basale dell’epidermide, fino a otto volte più veloce del normale ritmo della cute sana. In parole povere, possiamo immaginare lo strato superficiale della pelle, chiamato epidermide, come la pasta millefoglie. Decine di strati di cellule in diverse fasi di accrescimento posizionati uno sopra l’altro.

I cheratinociti, nascono nello strato più profondo, detto basale, e da qui durante la loro vita e il loro invecchiamento, risalgono verso la superficie, lasciando spazio a cellule nuove.
Durante la risalita queste cellule sintetizzano una proteina fibrosa, la cheratina, che pian piano, durante l’invecchiamento, le riempie completamente andando a sostituire, verso la fine, il nucleo cellulare stesso, che viene perso.

La velocità del ciclo vitale dei cheratinociti è strettamente regolata, ma nei casi di Psoriasi, questa aumenta considerevolmente. Il turnover del tessuto viene accelerato talmente tanto che i cheratinociti non riescono a giungere a maturazione, mantenendo il nucleo, la neo-vascolarizzazione diventa tortuosa ed inefficiente, il flusso ematico aumenta con formazione di essudato proteico e vasi linfatici immaturi, la pelle si ispessisce in corrispondenza delle lesioni e si ha la formazione delle placche in associazione ad arrossamento della cute.

Ricercatori di tutto il mondo, infatti, sono ormai d’accordo nel ritenere che il proliferare fuori controllo dei cheratinociti della cute sia dovuto all’azione immunitaria dovuta ad uno stato di infiammazione. In particolare, durante il manifestarsi della malattia, cellule immunitarie migrano dal derma verso l’epidermide dove rilasciano sostanze chimiche stimolanti. 

In tutti i casi di Psoriasi conosciuta, il meccanismo in definitiva è sempre lo stesso, che interessi la pelle, le ossa, le unghie, la vista, l’udito o quant’altro: il rilascio di citochine nel sistema scatena la proliferazione cellulare con il conseguente danneggiamento delle funzionalità.

Quella delle citochine è una classe di sostanze chimiche molto varia che interviene sempre durante un qualsiasi processo infiammatorio. Esse sono il messaggero chimico che attiva tutte le strategie che l’organismo mette in atto per difendersi da un attacco, che sia di origine batterica, virale o di qualunque altro genere, le citochine intervengono anche in caso di avvelenamento da sostanze chimiche (compresi alimenti non idonei).

Questo lo porta a mettere in atto le stesse strategie di sopravvivenza necessarie per affrontare un’infiammazione, il sistema immunitario viene attivato e numerose citochine vengono immesse nell’organismo per prepararsi alla lotta.
Questo comportamento assolutamente necessario per sopravvivere nel mondo violento e pericoloso della preistoria, non fa altro che esacerbare la Psoriasi, che così ne viene alimentata in un ciclo scellerato e senza fine…

Durante la ricerca per la realizzazione del libro “Psoriasi”, abbiamo trovato che questa patologia ha molto in comune con altre malattie, sopratutto riguardo la causa scatenante.




Nelle presentazioni video che abbiamo preparato potrai scoprire quali sono le circostanze che mettono in relazione la Psoriasi ad atre 3 patologie molto comuni.

Puoi ricevere i 3 Video gratis e in anteprima a questo link:


Lascia il tuo commento ai video qui sotto, grazie.

Diego.


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